Perché l’OMS sconsiglia il latte vaccino prima dell’anno di vita?
Vi siete mai chiesti perché il latte vaccino non è raccomandato prima dell’anno, mentre yogurt e formaggi sì?
Vediamo insieme le motivazioni principali e qualche consiglio pratico per gestire al meglio lo svezzamento.
I tre motivi principali per cui il latte vaccino è sconsigliato
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda di non introdurre il latte vaccino nei primi 12 mesi di vita per tre ragioni fondamentali:
1. Rischio di squilibrio nell’apporto proteico
Uno dei motivi principali è che il latte vaccino può sbilanciare l’apporto proteico del bambino. Nei primi 12 mesi, infatti, il fabbisogno proteico è già in gran parte soddisfatto dal latte materno o artificiale.
A questo punto, chi è più informato potrebbe chiedersi: "Ma se il latte e lo yogurt hanno un contenuto proteico simile, perché il latte è sconsigliato e lo yogurt no?"
La risposta sta nelle porzioni effettive:
- Yogurt: la porzione consigliata è circa 60 g, che apporta circa 3 g di proteine.
- Latte vaccino: la porzione tipica è 200 ml (una tazza o un biberon), che apporta circa 13 g di proteine.
Questa differenza è significativa! Un eccesso proteico nei primi anni di vita è stato associato a un maggior rischio di sovraccarico renale e a una predisposizione all'obesità in età adulta.
Volendo essere precisi, 60 ml di latte vaccino avrebbero circa 3 g di proteine (come lo yogurt), ma si tratta di una quantità davvero minima, che difficilmente basterebbe al bambino. Inoltre, il latte vaccino rimane sconsigliato anche per gli altri due motivi che vedremo ora.
2. Rischio di carenza di ferro
Il latte vaccino può interferire con il metabolismo del ferro in diversi modi:
- Può causare microemorragie gastrointestinali (spesso non visibili), che portano a piccole perdite di sangue e quindi a una potenziale carenza di ferro.
- Ha un contenuto di ferro molto basso e con una scarsa biodisponibilità, il che significa che il ferro presente non viene assorbito facilmente dall’organismo.
- Il calcio presente nel latte inibisce ulteriormente l’assorbimento del ferro, aumentando il rischio di anemia nei bambini piccoli.
3. Squilibrio nei grassi essenziali e sovraccarico renale
Infine, il latte vaccino non è un alimento bilanciato per i bisogni nutrizionali del lattante:
- Contiene pochi acidi grassi essenziali, fondamentali per lo sviluppo del sistema nervoso.
- Presenta elevate quantità di minerali, come sodio e calcio, che possono sovraccaricare i reni ancora immaturi del bambino.
Il consiglio della nutrizionista
Non abbiate fretta di introdurre il latte vaccino nella dieta del vostro bambino, neanche dopo il primo anno di vita. È sempre meglio introdurlo gradualmente e con moderazione.
Tuttavia, non ci sono problemi se il latte viene utilizzato come ingrediente in alcune preparazioni, ad esempio nei pancake o in altre ricette casalinghe.
E non preoccupatevi se il vostro piccolo vuole assaggiare un po’ di schiuma dal vostro cappuccino durante una pausa al bar! Le eccezioni non sono un problema: ciò che conta è l’equilibrio nell’alimentazione quotidiana.